Dove il tipico diventa unico

La FràcaaSabato 24 Gennaio 2015 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’associazione Smart Cities Alto Piemonte.

Per l’occasione sono stati riaperti i cancelli della IRMEL, storica azienda omegnese che tanto ha contribuito all’economia della cittadina sul lago d’Orta e che all’inizio del nuovo millennio ha dovuto purtroppo arrendersi alla dura egemonia dei prodotti “made in China”.

Per l’occasione la fabbrica che a lungo ha sfornato casalinghi e oggettistica per la casa, tra cui la storica caffettiera “maggiolina”, ha ospitato nei suoi spazi rimasti immobili nel tempo, la mostra di pittura dell’artista Gianpiero Bonfantini.

Ma veniamo a noi, una conferenza stampa, (si sa !) mette sempre un certo appetito, soprattutto quando ha inizio alle 11:00 del sabato mattina.

A solleticare il palato degli invitati ci hanno pensato Gianni Alberganti e Pier Luigi Piana (chef Pier) del ristorante “Seven” di Germagno, con due semplicissime ma entusiasmanti specialità che potrebbero, tranquillamente diventare simbolo della rinascita del nostro territorio.

Per raccontarvi della prima ricetta ho deciso di portarvi un po’ a spasso nel tempo e farvi arrivare con la mente tra il dodicesimo e il tredicesimo secolo.

Dove il tipico diventa unicoIn quel periodo, gruppi di pastori di lingua tedesca, originari dell’Alto Vallese, i Walser, forse spinti dalla necessità di trovare nuovi terreni di pascolo, attraversarono i valichi del Monte Rosa per stabilirsi nelle terre più alte delle Valli Sesia, Anzasca, Ossola e Formazza, formando piccoli insediamenti alle falde delle grandi montagne.

La “fràcaa”, ha origine proprio in questo contesto storico, quando il mais era un alimento usatissimo.

Con il mais, macinato e ridotto in farina, ebbe inizio la produzione di quello che è diventato il prodotto forse più caratteristico delle nostre montagne, la polenta. Tanto diffusa ed apprezzata nei nostri territori da entrare a far parte dei piatti tipici del VCO, del Novarese e della Valsesia.

Come tutte le antiche ricette la fràcaa era nutriente e semplicissima, ma vi garantisco che occorre una certa manualità per poterla preparare senza creare dei piccoli disastri.Confezione sotto vuoto

La polenta viene prima preparata poi pressata “a caldo” fino a creare una vera e propria “cialda” e viene servita assieme ai prodotti tipici delle nostre valli, come il bettelmatt, il crudo della val Vigezzo, la toma valsesiana o la mocetta ed accompagnata con i vini tipici ossolani o della bassa novarese, con i quali si crea un perfetto e golosissimo connubio.

Accanto al formaggio fuso e ai salumi serviti, è il caso di dire “su un piatto di polenta”, gli ospiti della conferenza stampa hanno potuto gustare un altro insolito elemento, i cachi.

Qui ha inizio la seconda storia che vi voglio narrare e questa volta non costringerò la vostra fantasia a fare grandi salti nel tempo. Per capire l’origine di queste ricette, sarà sufficiente infatti fare un bel giro a piedi nei nostri territori durante il periodo autunnale, durante queste passeggiate non potremo non imbatterci in un gran numero di piante cariche di frutti di cui quasi nessuno ormai si prende cura.

Questo frutto dimenticato è stato oggetto di due diverse trasformazioni: I frutti più maturi sono diventati una gelatina che si presta benissimo per essere accompagnata con i formaggi, con lo yogurt e dolci vari.

Diversa, ma altrettanto deliziosa sorte è toccata invece ai frutti più acerbi, (quelli ancora verdi o al massimo gialli/arancio), essi sono stati affettati e posti sott’olio, con una ricetta “segretissima”, e sono diventati un pregiatissimo accompagnamento dal sapore agrodolce che ben si adatta a tutti i secondi, e crea un connubio fantastico, ad esempio, con la fràcaa.

Dite la verità, a questo punto ho stuzzicato la vostra curiosità e siccome sono dell’idea (da perfetto goloso) che non si dovrebbe mai parlare di cibo senza avere la possibilità di assaggiarlo, vi svelerò il luogo dove vi sarà possibile, non solo assaporare queste tre specialità comodamente seduti intorno ad un tavolo, ma anche portarle via in una confezione sotto vuoto per consumarle ovunque vogliate.

 Ristorante “Seven”, Via Santa Maria, 4 a Germagno – Valstrona (VB)

Tel: 0323 066 404 – Cell: 327 344 9966

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Per ordinare i cachi oppure la fràcaa è possibile rivolgersi al seguente numero 3494378789

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Buona degustazione !

Daniele Bottoni Comotti – Dove il tipico diventa unico